Sempre a notte, scrivo
orfano felice del giorno e nulla
mi rattrista nelle ore in cui osservo
il silenzio della citttà che mi parla
quasi ad invocare un mio commento
che sento esserci, dentro ai miei pensieri.
Leggo e osservo i bagliori che si rinfrangono
dei lampioni muti, ma solo perché consci
che nulla vi è da dire in certe ore e nulla
si aspettano da chi osserva. Sanno
quanto dialogare esiste nelle luci
che illuminano i silenzi degli amanti,
dei poeti che attendono l'ispirazione con l'ansia
del sapere tramutare in scritto quel sentire,
o quel patire che genera sostanza di vita.
Sempre a notte, dunque, tutto è più semplice
se si è complici del nostro ed altri cuori
che si cercano disperatamente per consumare
il sublime senso dell'amare.
Vincenzo Atzeni
Come sorpassati dalla voce
sentiamo agili polifonche interrogazioni
del perché di un giorno, trascorso a vegliare
fantasmi corredati d'abiti d'altra epoca
quasi a volersi distinguere per provocare.
Certo, il tempo, nulla sottrae alle illusioni
di chi agile, quanto deforme d'idee
surroga e palesa dicotomie infantili:
quelle del credere il tempo infinito e
insindacabile dalla memoria degli stolti.
Persone consacrate al concedersi risposte
senza farsi domande né riflettere su cosa
sarebbe meglio difendere per sostare
nel campo del possibile intendere
senza deformazioni di immaggini distanti
dal possibile divvenire.
Queste voci che ci sorpassano sono
cloni umani ripetuti per calcolo di spazi
da riempire senza costrutto di vita né
passato da menzionare per definirsi.
Se ciò è futuro, qual è ciò che sostanzia
il presente che, solo per velocità sembra
essere vivo per inaridire il pensiero di chi
si chiede il motivo di tanto affrettarsi?
No, non c'è motivo alcuno ma solo ed unicamente
desiderio di manifestarsi ad un mondo che
vorrebbe escluderli per sorpasso di maniera
che conduce alla meta dell'enesistente
metafora dell'esserci e vivere costruendo
note stonate e prive di melodia di vita.
Vincenzo Atzeni
Come redento dal male oscuro
riordino sogni di fatualità
e mi adorno di specchi non rinfrangenti.
Mi volto all'apparire di ombre troppo scure
quasi funeste, e reggo il palmo delle sofferte
delusioni: quelle che non si infrangono
con gli anni d una esistenza.
Redimersi duque e soggiornare
nell'infinito attendere dell'impossibile
dove nulla e nessuno sa interpretare
sogni ed emozioni consumate dal tempo.
Eppure, vago nel mondo del mio sentire
e non mi dolgo del supporre emozioni
condivisibili oltre la soglia dell'insensibile
sentire altrui. Oso pensare ad un mondo
sempre colto di sorpresa per poi
adornarsi di melodie condivise e mai
accettate per finte condivisioni.
Redimersi e pentirsi?
e perché no se si è scelta una strada
incompatibile per definizione?
Che sia, dunque, tutto acclarato
e mai supposto senza convinzione.
Vincenzo Atzeni

(foto da web)
Sono un acrobata senza rete
un illusionista facile a compiacersi
nel dare un senso al tempo del vivere.
Sono un domatore dei soli animali
che vivono dentro di me, con me:
quelli che mi mordono l'anima
e rendono le mie carni doloranti
e gonfie per lo sforzo compiuto
senza risultato alcuno, dell'istinto dominante
e non controllabile di fiere consapevoli
di non volere essere ammaestrate.
Ciò nonostante non mi arrendo
non concedo nulla a chi desidera consumare
ogni mia forza, distruggere i miei argini
entro i quali nuoto contro chi desidera
sopraffarmi e annullare ogni mia convinzione.
Sono un acrobata che rischia
una caduta ad ogni istante, ma avanzo
senza che nulla e nessuno riesca a convincermi
del pericolo, dell'inevitabile conseguenza.
Sono un acrobata, è vero, ma consapevole
che la vita è uno spazio non immobile
né privo di precipizi che io non desidero evitare.
Anche illusionista, certo, ma
altrettanto consapevole che l'illusione
è frutto di convincimenti dettati dallo studio
e non solo dalla pratica imbonitrice.
Sono anche un acrobata dei sentimenti
ma è certo che ogni acrobata non improvvisa
né lascia al caso ogni azione o movimento
ed è per ciò che sono dedito a consolidare
lo studio alla pratica, mettendo al mio servizio
ogni consolidata esperienza.
Questo significa non dovere mai precipitare?
Assolutamente no, ma almeno consapevole
di non avere evitato ogni ostacolo
ed avere affrontato a viso aperto il tutto
mai programmato della mia vita.

Come riflettersi in acque
scure e stagnanti di mediocrità?
Nessun tempo mai ha risposto
ad interrogativi pregni di verità nascoste;
quelle del malcostume di comportamenti
sedimentatisi nel tempo... di una vita.
Acqua, primordiale essenza di vita
hai nutrito il mondo cospargendolo
d'ogni essenziale bene del tutto necessario
a che, anche noi poveri uomini, si sia potuto
e sempre ci si possa, dissetare di conoscenza:
quella che tutto nutre e rigenera.
Ma perché dunque, troppe volte si scorgono
fiumi scarsi di nutrimento, privi di trasparenze
che trascinano al mare miserie umane?
Forse che la natura sa esprimere e dettare
modi compatibili di condivisione
ma mal accettati da troppi perché incapaci
di comprenderne i significati più nobili?
Forse è così ed è per questo
che vado costantemente alla ricerca di fonti
vergini ed incontaminate, anche se
la strada da percorrere per raggiungerle
è sempre troppo irta dalla pochezza umana.
Vincenzo Atzeni

(foto da web)
Riflessioni postume
rinnovano antichi, sofferti giudizi:
quelli del considerare sempre e comunque
quando, come e perché sostare in quello spazio
astratto quanto consistente di dubbi e certezze
da considerare sempre.
Età indelicate si sovrappongono come cotoni
pregni di fragranze seducenti quanto...
altrettanto perigliose se non protette da vasi
comunicanti ragione e sedazioni di pensieri.
Riemergere dai sogni e comunicarsi
ragioni non comprensibili né auspicate;
quelle del constatare apparenti realtà
falsate dalle meritate, forse, finzioni
costruite solo ed unicamente per apparire.
Destarsi e respirare, perché il cielo
ci suggerisca vie percorribili senza
consumate, accertate false illusioni
costellate da romanzate esternazioni.
Vincenzo Atzeni
(Rene Magritte - foto da web)
Ci sono immaggini di luoghi di un autore
che rappresentano emozioni meditate e poi
certificate su tela; dove si evincano emozioni:
quelle di giorni ed attimi non rimovibili
se non per lucida, determinata volontà.
Dentro quell’emozione (dipinta) tutti
possono trovare il senso di un attimo
quell’attimo che… adorna un vissuto
che diventa cornice entro la quale
racchiudere un tempo insostituibile.
Noi, siamo gli autori e gli interpreti
di quel dipinto, quell'opera d'arte entro il quale
esprimiamo ogni gioia e sostanza di meditazioni
quando queste rammentiamo, sappiamo fermarle,
circoscrivendole in cornici di epoche diverse
diventatate, in quell’istante di introspezione: casa
sogno e illusione da realizzare.
Rarefattasi l’estasi di un incanto indimenticabile,
ferente quanto condivisa sappiamo, troppo spesso,
annerire ogni lucida visione di un tempo
che ci ha trasportati in un mondo, quel mondo
ove tutto pareva essere sublime e futuribile
quale condizione di appartenersi.
Poi, le luci si accendono a sera
e dietro i vetri solo ombre da immaginare
quelle che si sarebbe volute sostituire
con i nostri corpi a modello di permanente
vera sostanza di un ambiente caldo
ove due anime sanno dirsi e raccontarsi
senza parole né luci necessariamente
…condivisibili con altri ma, riflesse e solo
nei corpi che sanno trovarsi e amarsi.
Vincenzo Atzeni